Home Page > Le nostre opinioni > Alleviamo Boxer da oltre 40 anni...

Alleviamo Boxer da oltre 40 anni...

di Francesco e Anna Morandi

2 Marzo 2007
La coda nel Boxer
No ad una scelta estetica, sì ad una scelta zootecnicamente sostenibile e condivisibile.

Da oltre 40 anni alleviamo cani Boxer prestando particolare attenzione alla salute sia fisica che psichica dei nostri cuccioli.
Abbiamo osservato con attenzione le modalità di trasmissione genetiche di determinati caratteri soprattutto comportamentali. Il Boxer è una razza “voluta” prodotta cioè con appurati incroci ed è quindi impossibile riportarlo alla “naturalità”.
E’ una razza giovane particolarmente adatta alle esigenze della attuale società: un atleta, giocoso, con forte tempra, bassa aggressività e grande amore per la famiglia ( bambini in particolare).
Queste doti comportamentali gli derivano in gran parte dal Bulldog “antico” così come la testa brachicefala e gli importanti diametri traversi del tronco. Spesso la coda con nodi o avvitata si accompagna a queste caratteristiche e la decisione presa dai “padri della razza” di tagliare ( a pochi giorni) questa appendice caudale ci ha permesso, per oltre un secolo, di non selezionare la coda dedicando l’attenzione a ben più importanti valenze sanitarie, ma soprattutto di avere oggi un cane equilibrato e particolarmente affidabile in famiglia.

È noto infatti fin dal 1947 (Whitney) che la coda avvitata, chiaramente “deforme” se non nel Bulldog e Bouledogue che sono però definiti tipi aberranti, viene ereditata come tratto recessivo, risulterebbe quindi estremamente difficile tentare di eradicarla e costerebbe moltissimo in termini di selezione.
Come si possono eliminare dalla riproduzione tutti gli eterozigoti senza rischiare di ridurre davvero pericolosamente la variabilità genetica? Occorre oltretutto ricordare che nella nostra razza la consanguineità utilizzata nelle prime fasi della storia selettiva è stata imponente anche a causa delle peculiari ricercate fattezze della testa e ogni ulteriore riduzione del numero dei potenziali riproduttori, già sottoposti al vaglio sanitario per le comuni patologie ereditarie ben note (displasia dell’anca e patologie cardiache congenite tanto per citare solo le due più famose) costituirebbe un pericolosissimo ulteriore collo di bottiglia imposto su popolazioni non così ricche da poterlo sopportare senza superare l’argine dell’impoverimento.
Il Boxer è una razza che vive su un confine dai bordi sottili, non è facile da allevare con coscienza, il selezionatore deve operare scelte attente che permettano di mantenere la morfologia brachicefala senza esagerare nel livello di prognatismo, il tipo costituzionale mesomorfo-mediolineo senza preponderare né in una direzione né nell’altra, scartando da adulti dalla riproduzione i soggetti che si rivelano affetti da predisposizioni dopo aver scartato, da neonati o da giovanissimi, quelli che recano i più comuni difetti legati alla brachicefalia, palatoschisi e criptorchidismo.
Eppure il Boxer può essere una razza sana, noi annoveriamo cani che hanno felicemente compiuto il 14° compleanno. Ma non crediamo di poter sopportare un altro problema, soprattutto se diventerà una priorità nelle scelte selettive.
Desideriamo infatti che la triade sulla quale si operano dette scelte sia, come sempre è stata, morfologia- salute- comportamento.
Dagli studi degli ultimi venti anni è apparso inoltre evidente quello che su base aneddotica era già ben noto e cioè che, in termini di selezione, la conformazione morfologica e il temperamento non sono dissociabili (Coppinger, Willis); vale a dire che ogni qual volta si operi più in una direzione che nell’altra, inevitabilmente compariranno modifiche imprevedibili nell’altra sfera. In pratica, nel momento in cui il tratto “ morfologia della coda” dovesse diventare un criterio di scelta dei riproduttori, non è possibile prevedere che tipo di caratteristiche comportamentali potrebbero originare. E l’ultima cosa che vogliamo è modificare le caratteristiche comportamentali del Boxer.

Ora ci chiediamo: le cucciolate che presenteranno code con nodi, avvitate o di dimensioni inadeguate dovranno essere considerate “difettose”o invece essere viste come “pregevoli” per la razza?
Gli Allevatori italiani, se rimarrà per la razza Boxer il divieto di caudectomia, cercheranno di avere code integre accettabili escludendo inevitabilmente dalla riproduzione questi “difetti” con conseguenti cambiamenti strutturali e comportamentali del Boxer.
Diventerà probabilmente, perlomeno sulla base di quanto già visto, un cane più elegante, più nervoso e quindi meno affidabile…meno Boxer.
E’ inoltre amaro notare come la decisione, di chi in Italia in questi ultimi anni ha mantenuto la coda integra, spesso non sia stata dettata da una scelta zootecnica o di benessere animale , ma da una esigenza “estetica” per permettersi la partecipazione ai meeting internazionali espositivi ( il circo delle vanità).
Le direttive comunitarie, a cui ci si appella, sono vecchie di oltre 20 anni e sarebbe stato opportuno dare un forte segnale di attenzione alle problematiche evidenziate con la loro applicazione invece di adeguarsi con rassegnazione seguendo l’onda di un ottuso buonismo .
La crisi del “cane di razza”, provocata anche da alcune di queste direttive, coinvolgerà fra l’altro, anche in Italia, varie categorie professionali e realtà economiche.
Quali sono state per il Boxer le conseguenze dell’applicazione del divieto di caudectomia in Germania ( detentrice dello standard) ?
- Riduzione drastica delle nascite
- Disaffezione nei confronti della razza
- Abbandono dell’allevamento da parte di molti allevatori “amatori” ( non commerciali)
- Aumento dell’importazione dai paesi dell’est.

Perché in Francia è stato applicato dal 2004 il divieto del taglio delle orecchie, ma non della coda?
Perchè in Inghilterra, dove da sempre non si tagliano le orecchie, ancora oggi si continua a tagliare la coda?
Perchè non lasciare agli Allevatori la scelta se allevare integro o meno ?
Si ha l’impressione che, nel momento in cui si prendono decisioni di questo tipo, non si considerino le peculiarità di ogni razza e si legiferi come se tutti i cani fossero uguali, mentre la diversità offerta dalle molteplici varietà della specie cane domestico dovrebbe essere apprezzata e salvaguardata.

Speriamo che queste nostre considerazioni, condivise anche da molti altri Allevatori di Boxer, vengano valutate opportunamente


Francesco Morandi
Giudice Internazionale ENCI dal 1978 -
Specialista razza Boxer

Anna Morandi
www.boxerdapolenta.com

 

 

Boxer - Allevamento dei Da Polenta